Più fumetto che arrosto
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FERRAN ADRIÀ

(L’Hospitalet de Llobregat, 1962)

Tre stelle Michelin

FERRAN ADRIÀ

Si può tranquillamente affermare che ha iniziato la sua straordinaria carriera culinaria nel 1980 partendo direttamente dal basso e precisamente come lavapiatti all’Hotel Playafels nella città di Castelldefels. Col passare del tempo, lo chef dell’hotel gli insegna la preparazione dei piatti tradizionali catalani. All’età di 19 anni parte per il servizio militare dove viene inquadrato nei ranghi dell’esercito con la mansione di cuoco. Nel 1984, all’età di 22 anni, Adrià viene assunto dall’allora sconosciuto El Bulli, di cui diciotto mesi dopo diventa lo chef del ristorante. Con il passare degli anni, si trasforma nello chef-guru famoso in tutto il globo. Il suo ristorante catalano, un locale pensato non come luogo in cui mangiare ma dove vivere un’esperienza gustando piatti “tecno-emozionali”, è riconosciuto come il tempio della cosiddetta cucina destrutturata o molecolare, caratteristica che lo vede associato allo chef inglese Heston Blumenthal. L’obiettivo di Adrià è di “creare un inaspettato contrasto di sapori, temperature e colori. Niente è quel che sembra. L’idea è quella di provocare, sorprendere e deliziare.” Queste “emozioni”, combinate con una buone dose di ironia e senso dell’umorismo, rende le sue portate decisamente  impressionanti. La cucina sperimentale di Adrià, è diventata nota in tutto il mondo perché combina la preparazione del cibo con le leggi della chimica e della fisica. Per la sua creatività, lo chef spagnolo è stato spesso paragonato ai grandi artisti del ‘900 e celebrato in varie mostre. Oggi è considerato uno dei migliori chef nel mondo ed è stato incluso nella lista, compilata da Time, dei cento uomini più influenti del pianeta. Il ristorante El Bulli è aperto solamente per alcuni mesi all’anno (ad esempio nel 2010 da giugno a dicembre). Adrià impiega i restante periodo dell’anno a mettere a punto piatti nel suo laboratorio “El Taller” a Barcellona Nel gennaio del 2010 annuncia che il ristorante El Bulli verrà chiuso nel 2012 provocando negli appassionati di cucina di tutto il mondo, così tante prenotazioni che se un cliente estemporaneo avesse voluto deliziarsi dei suoi piatti in quel periodo, non avrebbe più trovato un solo tavolo libero, e il 30 luglio viene effettuato l’ultimo servizio nel ristorante di Roses. Tutto questo allo scopo di effettuare nuove ricerche in campo culinario, e portare innovazione alla cucina internazionale. Attualmente sta lavorando a questa trasformazione di El Bulli, in un museo-centro ricerche culinario. Il programma televisivo italiano “Striscia la notizia” ha realizzato tempo fa un’inchiesta riguardo l’uso di additivi nella gastronomia molecolare sollevando alcune critiche, a tal proposito, anche da alcuni colleghi di Adrià. La particolare ubicazione del ristorante El Bulli, che dista a poca distanza tra il confine transalpino e quello della penisola iberica, ha fatto sì che i clienti dal palato meno raffinato ma dotati di un buon portafoglio, affermassero con superficialità la frase. “Francia o Spagna, purché se magna”.

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