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Referendum Veneto e Lombardia, ora la politica deve rispondere

Uno dei più acuti storici e analisti della realtà politica italiana commenta i risultati delle consultazioni che si sono svolte domenica scorsa nelle due Regioni

Bisogna riaprire una grande riflessione sull’ordinamento regionalistico dello Stato, è questa la risposta alta che la politica deve dare al segnale forte che arriva dai referendum in Veneto e Lombardia. È quanto sostiene Paolo Pombeni, uno dei più acuti storici e analisti della realtà politica italiana e non solo, commentando i risultati delle consultazioni che si sono svolte domenica nelle due Regioni.

Pombeni, fra tanti altri titoli, è professore emerito di Storia dei sistemi politici europei e di Storia dell’ordine internazionale all’università di Bologna, città in cui vive. Ma è nato a Bolzano e ha vissuto molti anni a Trento, con cui ha mantenuto stretti legami (dal ’72, per dire, tiene la rubrica di analisi politica su “Vita Trentina”). Insomma, un personaggio che unisce alla competenza di studioso una conoscenza diretta e dall’interno della realtà del Nord e delle autonomie.

Al di là dei diversi esiti in Lombardia e in Vento, quale messaggio arriva da questa duplice consultazione che, comunque la si giudichi, è stata capace di mobilitare milioni dei lettori?
È il segnale, un segnale forte, che la gente non si fida più dello Stato centralista. Forse qualcuno non si aspettava che lo esprimesse in maniera così netta, ma questa è la realtà. Non si fida perché lo trova scarsamente efficiente e incapace di fornire ai cittadini servizi all’altezza. Però è anche un segnale che contiene una dose di egoismo: siccome i tempi sono difficili ognuno vuole tenere per sé le proprie risorse... continua