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In migliaia hanno camminato per la pace

Alla Carovana tra Cuneo e Boves ha partecipato anche un bel gruppo di fossanesi

Carovana della Pace 2019

Migliaia di persone hanno camminato domenica pomeriggio nel segno della pace tra Cuneo e Boves. Un clima di festa (e un tempo clemente) ha caratterizzato l'intera manifestazione che si è snodata lungo le strade che portano nella città martire del secondo conflitto mondiale. C'era anche una bella rappresentanza di fossanesi che hanno partecipato portando un loro striscione (nella foto). Partiti da Cuneo, Borgo san Dalmazzo e Chiusa Pesio i partecipanti, guidati con entusiasmo da don Flavio Luciano (responsabile della Commissione Giustizia e Pace delle diocesi di Cuneo e Fossano) sono confluiti a Boves verso le 16,30 per ascoltare la testimonianza di Zia Caterina, don Luigi Di Piazza (ospite la sera prima, sabato 21 settembre, a Fossano) e don Luigi Ciotti.

Sul palco anche il vescovo Piero Delbosco, il sindaco di Boves Maurizio Paoletti e Alexander Herrmann, primo cittadino di Schondorf, la città tedesca dove è sepolto Joachim Peiper, il comandante che ordinò l'eccidio e la distruzione di Boves nel settembre del 1943. Le due città hanno iniziato da alcuni anni un percorso di riconciliazione e di amicizia che fa capo alla Scuola di Pace.

Tra i vari interventi, particolarmente coinvolgente è stato don Ciotti. Con la sua passione ha ricordato a tutti che non si può rimanere indifferenti, neutrali, silenziosi, ma che occorre scegliere. Sì perché la pace è scelta ("eresia", in greco), è appello a costruire un mondo che si impegna a lottare contro le ingiustizie e le disuguaglianze (fortissime anche nel nostro Paese), si fa carico dell'appello di Greta Thunberg e di tanti giovani nel mondo che chiedono scelte concrete contro il riscaldamento globale... "Vi auguro l'eresia dei fatti prima che delle parole, l'eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità e dell'impegno... Eretico è chi si ribella al sonno delle coscienze, chi non si rassegna alle ingiustizie, chi non pensa che la povertà sia una fatalità". Nel suo lungo intervento ha chiamato in causa la politica, perché riduca drasticamente le spese militari (come quelle necessarie per i costosissimi F35) e crei le condizioni perché tutti possano avere un lavoro giusto, remunerato...