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“Dio ci preservi dall’avidità dei nuovi colonialismi”

Aprendo ufficialmente il Sinodo per l'Amazzonia, il Papa ha raccomandato ai 184 padri sinodali la virtù della prudenza, che "è la virtù del governo", e ha chiesto di abbandonare la logica del "si è sempre fatto così"

Celebrazione di apertura del Sinodo per l'Amazzonia
Foto Siciliani-Gennari/SIR

“La prudenza è la virtù del governo”. Il Papa ha iniziato ieri, domenica 6 ottobre, il Sinodo per l’Amazzonia esortando, a braccio, i 184 padri sinodali a praticare quella che non è una “virtù-dogana”, ma la virtù del Pastore, l’esatto contrario della timidezza o dell’indecisione. Al centro dell’omelia della messa di apertura dell’Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per la regione panamazzonica, che si svolgerà in Vaticano fino al 27 ottobre, il ritratto di una Chiesa che, sulla scorta di Paolo – “il più grande missionario” - sappia camminare insieme per affrontare le sfide più urgenti per il futuro di quello che è considerato il polmone del pianeta. Come i “nuovi colonialismi”, la cui avidità “divora popoli e culture” grazie a un “fuoco appiccato in nome di interessi che distruggono”. All’inizio dell’omelia, il Papa affida il Sinodo per l’Amazzonia all’apostolo Paolo, “il più grande missionario della storia della Chiesa”, che “ci aiuta a ‘fare Sinodo’, a ‘camminare insieme’”. “Siamo vescovi perché abbiamo ricevuto un dono di Dio”... continua a leggere

M.M. Nicolais (fonte SIR)