Celebrazione per il mondo del lavoro, al centro il tema della sicurezza

Sabato 30 aprile (18,30) a Cussanio; prevista la testimonianza dell’associazione culturale Gabriele Alladio

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(foto SIR)

Quest’anno, in occasione del 1° maggio, la Chiesa invita a riflettere sulla sicurezza del lavoro, una piaga che si fatica a debellare perché spesso alimentata, oltre che dalla mancanza di dispositivi di sicurezza, dalla precarietà del lavoro. Per questo i vescovi, nel loro messaggio (vedi testo in basso) invitano ad affrontare il dramma delle morti sul lavoro diffondendo una “cultura della cura”. Come dire: “Non bastano le leggi, le norme di sicurezza e l’inasprimento delle pene se manca il rispetto per la dignità umana, la sensibilità per la qualità di vita delle persone, la cultura, appunto, della cura…”. “La vera ricchezza sono le persone: senza di esse non c’è comunità di lavoro, non c’è impresa, non c’è economia. La sicurezza dei luoghi di lavoro significa custodia delle risorse umane, che hanno valore inestimabile agli occhi di Dio e anche agli occhi da vero imprenditore” - ha ricordato Papa Francesco ricevendo in udienza l’Associazione nazionale dei costruttori edili il 20 gennaio scorso. Un concetto che ha ribadito in ognuno degli incontri fatti in questi anni con i rappresentanti del mondo imprenditoriale. “Dobbiamo oggi domandarci che cosa possiamo fare per recuperare il valore del lavoro; e quale contributo, come Chiesa, possiamo dare affinché esso sia riscattato dalla logica del mero profitto e possa essere vissuto come diritto e dovere fondamentale della persona, che esprime e incrementa la sua dignità” insiste Papa Francesco indicando un preciso compito educativo e di tutela dei più deboli nel mondo del lavoro, che impegna la società civile e la comunità cristiana. 

Questo è anche l’obiettivo che si pone la Pastorale sociale e del lavoro diocesana nella celebrazione che tradizionalmente organizza a Cussanio in occasione della Festa di San Giuseppe lavoratore. L’appuntamento è per sabato 30 aprile alle 18.30, al Santuario di Cussanio. 

Al centro della celebrazione ci sarà il tema della sicurezza del lavoro. “Un tema importante e grave - dice don Flavio Luciano, direttore diocesano e regionale della Pastorale del lavoro - che ha visto un aumento degli incidenti mortali. Lo scenario che abbiamo davanti è drammatico: nel 2021 sono stati 1.221 i morti (dati Inail), cui si aggiungono quelli ‘ignoti’ perché avvenuti nelle pieghe del lavoro in nero. Tra i settori più colpiti ci sono l’industria, i servizi, l’edilizia e l’agricoltura. Ogni incidente mortale segna una lacerazione profonda nelle famiglie di questi lavoratori, nei colleghi di lavoro, tra gli amici…”.

Al termine della celebrazione porterà una breve testimonianza l’associazione Gabriele Alladio nata in memoria di un giovane morto a 18 anni in un incidente di lavoro nell’azienda familiare, a Marene, il 29 agosto 2018. Questa associazione si propone di promuovere la cultura della sicurezza nel mondo agricolo, sensibilizzando in particolare i giovani. Il 26 marzo scorso l’associazione ha iniziato una serie di incontri/dialogo tra agricoltori con l’aiuto della psicologa Maura Anfossi e il collega Andrea Pascale del Servizio di Psicologia e trauma Center dell’ospedale di Cuneo. “Ci è parso interessante poter ascoltare la testimonianza di chi, non arrendendosi a una tragedia, ha dato inizio a un percorso di coscientizzazione e consapevolezza nella convinzione che la sicurezza sul lavoro abbia a che fare, oltre che con le norme e le sanzioni, con la consapevolezza di sé, del proprio rapporto con il lavoro, con le persone con cui collaboriamo, con la comunità in cui viviamo”.