La rivoluzione degli acquedotti cuneesi

Un maxi-progetto da oltre 41 milioni di euro, che punta a “rivoluzionare, rendendola efficiente e smart, la rete degli acquedotti della provincia di Cuneo”. È «Distribuzione 4.0: Innovazione, efficientamento e riduzione delle perdite della rete idrica cuneese»: l’Ato 4 cuneese, l’ente che si occupa del ciclo idrico per tutta la Granda, lo ha presentato ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili per accedere ai fondi del Pnrr. I gestori del servizio idrico in provincia - ovvero Cogesi (con Acda, Calso e Infernotto), Alpi Acque, Alse, Tecnoedil e Mondo Acqua, che per l’occasione formeranno un Raggruppamento temporaneo di imprese - oltre a individuare i punti sensibili dove è necessario effettuare i primi interventi, si sono impegnati a cofinanziare i lavori, accollandosi il 10% della spesa totale, ovvero circa 4.100.000 euro: il resto dell’importo sarà coperto appunto tramite il Piano nazionale di ripresa e resilienza, a condizione - ovviamente - che il progetto venga accolto.

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