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Veglia di preghiera per le vittime e i feriti di Strasburgo

L’arcivescovo Luc Ravel: “Sarà il bene ad avere l’ultima parola”, non i demoni del male e della divisione

Parole chiave: preghiera (48), terrorismo (55), strasburgo (2), dialogo interreligioso (15)
Veglia di preghiera per le vittime e i feriti di Strasburgo

“Sarà il bene ad avere l’ultima parola”. È un invito a non dare ragione al male, a resistere ai malvagi e alla ferocia delle loro azioni, ad alzare la testa e continuare ad essere la capitale dell’Europa e dei diritti umani, il messaggio che l’arcivescovo di Strasburgo, monsignor Luc Ravel, ha lanciato ieri sera, 13 dicembre, nel cuore della città, nell’omelia pronunciata in cattedrale alla veglia di preghiera per le vittime e i feriti dell’attentato dell’11 dicembre.

È una città provata. I canti dei salmi e delle preghiere sono solenni. La preghiera è silenziosa e grave. Si prega per le vittime e i loro familiari. Per i feriti, soprattutto per quelli che ancora lottano tra la vita e la morte, come l’italiano Antonio Megalizzi. Si prega per le forze dell’ordine, le autorità civili e per la città di Strasburgo perché la divisione e l’odio sperimentati non compromettano la sua vocazione a essere città dell’incontro e della fraternità, “dell’unità e della solidarietà”. Si prega per asciugare il pianto di chi soffre ed “elevare al Cielo la nostra angoscia”... continua a leggere

Fonte: Sir
Veglia di preghiera per le vittime e i feriti di Strasburgo
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