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04-04-2007 Provincia
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| Fossano chiama Torino: convegno con Chiamparino, Soave, Taricco e Quaglia
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La pianura tra Racconigi e Fossano rivendica, in Piemonte e nel Cuneese, un ruolo che finora le è sfuggito e l’ha emarginato tra il “polo” della Langa (Alba-Bra) e quella più pedemontana (Saluzzo-Cuneo). È questa la sintesi di una lettera-documento che il sindaco Francesco Balocco ha indirizzato nei giorni scorsi al primo cittadino di Torino, Chiamparino, sollecitando un incontro per avviare un progetto che rivitalizzi, sotto il profilo economico, industriale, tecnologico, quell’area che, da un dettagliato studio, appare fortemente sottosviluppata.
Ad appoggiare le tesi del primo cittadino fossanese, l’onorevole Soave, ex sindaco di Savigliano, il vicepresidente della Fondazione Cassa risparmio di Torino, Giovanni Quaglia (genolese) e l’assessore regionale Mino Taricco. Del progetto si discuterà giovedì 12 aprile, alle 21, al castello, in un convegno aperto a tutte le forze economiche cittadine, non tanto per delineare soluzioni immediate quanto per avviare un piano di sviluppo che permetta a quel “triangolo” territoriale della Granda di essere inserito nella sfera metropolitana di Torino. Non è un progetto avventato e tanto meno propagandato in chiave politica, ma la volontà di non perdere uno degli ultimi treni che da qualche tempo sono in movimento sia nel Novarese (area lombarda) sia nell’Alessandrino (area genovese).
Nel suo “teorema” il sindaco Balocco scrive: “In questo contesto (si parla del sottosviluppo dell’area: ndr) un ruolo essenziale gioca la città di Torino con cui vorremmo stringere un più intenso rapporto di scambio e di collaborazione con l’obiettivo di trasformarsi nella sua «città diffusa», in grado di offrire a potenziali nuovi residenti (non necessariamente in fuga da Torino, ma al contrario attratti dal sistema integrato «Torino-pianura cuneese») gli agi della Provincia uniti a una più marcata (rispetto a oggi) vocazione metropolitana”.
Parole molto chiare: si tende la mano alla metropoli affinché consenta a un’area geograficamente assai favorita dalle comunicazioni e dal territorio, di crescere esponenzialmente senza dover soltanto fare affidamento sull’agricoltura. Del resto, scorrendo le vicende dell’ultimo mezzo secolo, è facile individuare le ragioni che hanno svuotato le città di pianura privandole di quella storicità economica acquisita nel tempo.
La globalizzazione, poi, ha fatto il resto e una certa miopia politica ha inferto un ulteriore colpo se non proprio mortale, assai preoccupante.
Su quali basi si potrà sviluppare il progetto “Fossano chiama Torino”? Sulla carta i progetti non mancano: la piattaforma logistica, l’aeroporto, il raddoppio della Torino-Cuneo, il casello autostradale alla Tagliata... Inoltre Fossano potrebbe essere il centro per la creazione di un importante polo informatico che poggi sul Vallauri. Punti che verranno approdonditi nel convegno del 12 aprile. GIOVANNI BERGESE
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